Profiel van Amfortasuna carezza nel ventoFoto'sWeblogLijstenMeer Extra Help

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    serrature...

     

     

    Una chiave in una toppa arrugginita,

    un pensiero grida senza voce,

    una pipa si spegne al finire del suo tabacco,

    Silenzio…

    Un piano senza tasti suona la mia vita,

    note stanche di uno spartito

    che cade sul suo peso.

    La finestra che sbatte ,

    avvolta in una tenda che tenta di scappare

    avvitata ad un muro che la chiude a se.

    Urla…

    Stringo a me l’ossigeno della vita,

    un cieco cerca ancora una via,

    ed una stella muore annegando

    in un desideri sbagliato,

    mentre ancora le mie mani cercano quei tasti

    per intonare musica,

    intanto un inchiostro stanco lascia

    quelle pagine bianche ,

    mentre il tempo le divora ,

    E nell’ultimo Do …

    la mia anima cerca un’oasi ,

    chiudendo un portone che cade su se stesso

    arrugginito nell’ esser dimenticato.

     

                                                  Amfortas

     

     

     

     

    una sciarpa... mai avuta

     

     

    In quei mari di ghiaccio,

    lontano da casa…

    attraverso un’oblo  guardo  paesaggi

    inesistenti,

    Una nave avanza , rompendo ciò che

    il freddo ha unito, per poi  subito

    ricomporsi dietro di noi..

    Ho gettato sassi  per la via

    per ritrovare il ritorno,

    nei venti che cancellavano

    i sentieri…

    Gli occhiali appannati ,

    mi nascondono sempre gli occhi,

    ma mi riparano dai raggi solari

    riflessi sulle lastre di ghiaccio…

    Nel  silenzio solo rotto dalla prua

    che avanza in quel polo nord,

    una distesa interminabile di bianco,

    noi quel puntino nero..

    Dove tutti noi alla sera pensiamo a casa,

    ad una stufa,lei che ricama  una sciarpa di lana,

    o di quel che ne rimane, di amori dissolti,

    ma che ci aiutano a riscaldare i momenti freddi..

    ma la verità dentro me… ho solo voluto perdere

    quella strada del ritorno, lasciare libera la Tua

    per non incatenarla ad un’ancora, che restando lontano,

    non avrebbe dato a Te, quel calore di una sciarpa che avrei

    voluto io…. Cucire  

     

                                                    Amfortas

    Cercare OLtre

     
     
    Non voglio vedere ciò che vedono
    le forme dei mie occhi ma sentire
    il dentro della luce che emanano …
     
    Guardo attraverso le pareti che
    nascondono la nostra vera casa,
    sotto la pelle la bellezza dell’essere..
     
    Sento i soffi affannosi di chi
    suda , nel respiro nascosto nel profondo
    che cerca l’ossigeno nell’essenza..
     
    Tocco con mano quello che mi si dona,
    ma come sabbia mi scorre tra le dita,
    lasciando la libertà di non incatenarlo…
     
    Seguo lo scorrere di un fiume fino alla foce,
    unendomi alle altre gocce formando
    un lago, ma restando la goccia unica
    nascosta nel tutto…
     
    Ritorno al mio specchio mi guardo,
    quell’ombra che nasconde il mio corpo,
    cercando la nota che rispecchi un vagito
    della mia voce…
     
                          Amfortas

    cos'è l'amore ??

     

    Vorrei capire,

    si vorrei capire..

    ho letto libri,mi sono perso in studi

    matematici, devo risolvere problemi la dove

    certe persone non ci  arrivano,

    ho guardato dentro ogni cosa,

    cercando i perché, i percome,

    le introspettive conformemente  nella sua materia,

    numeri quantistici, molecole , composti,

    geometrie variabili.…

    Ma più guardo uno specchio , più non vedo

    il mio riflesso,mi sento lontano da quel corpo

    che vuole solo essere nudo nella sua limpidezza.

    Eppure riesco a capire  i paroloni,

    ma mi perdo in una semplice frase…

    < cos’è  l’amore > .

    In studi dove non spiegano le singole

    risposte… dove rimani solo a pensare,

    ma nel profondo del mio sguardo riesco

    a concepirlo , a parlargli , accarezzandolo ,

    ma se dovessi spiegarlo..

    non riuscirei nemmeno a dire una frase

    che fosse alla sua altezza…ma continuo a  studiare..

    e  chiedo a me ….

    sei riuscito a vestirti da solo??

     

                         Amfortas

     

     

     

    esco ...

     
     
    Un vento soffia stasera… freddo.
    Sui marciapiedi rare persone,
    con sciarpe che avvolgono ancora il viso,
    le frasi che non escono o  vengono
    perse in quei soffi.
    Telefoni muti, numeri che non rispondono,
    qualcosa ogni giorno si perde…
    Pennelli di varie misure,
    la tela sopra un cavalletto,
    la tavolozza nei mille colori.
    L’odore della regina primavera
    in arrivo, la stanchezza del dio dell’inverno…
    La natura si prepara pronta a sfoggiare
    gli abiti più belli,
    in queste giornate sempre più lunghe..
    Dietro al vetro della mia finestra guardo..
    Ho solo sentito le urla preoccupate
    di una madre, gridando al figlio di rientrare
    con quella bici, nell’oscurità appena scesa,
    mentre io mi occulto in questo buio,
    mi preparo ad uscire nei mie due passi,
    dove nascondo sempre gli  occhi,
    senza mai alzare il volto…
    mi avvolgerò anche io in una sciarpa…poi.
     
                                           Amfortas

    mio padre..

     

    Ho qualcosa che in me non va!

    Non mi rendevo conto…

    Ma ora più che mai ho capito…

    Ho solo rammentato in me , le Tue parole,

    ho sempre compreso i Tuoi silenzi,

    li ho raccolti , ne ho continuato

    in ogni giorno, a farli vivere ..

    Mi mancano le passeggiate nei nostri boschi,

    mi manca sempre la Tua mano che sapevo

    che mi sorreggeva, forte, possente,

    ma così dolce nel tenere la mia,

    in quei prati dove ho corso a piedi nudi,

    in quei sorrisi senza parole, quegli sguardi

    dove riuscivo a vedere ciò che mi dicevi..

    Ho solo le lacrime agli occhi , non ti ho mai lasciato.

    Ti amo padre,

    ma da quel giorno,

    in fondo a quella valle , mi hai lasciato

    la mano, sono rimasto solo…

    Mi chiedo sempre se potrò mai essere alla Tua

    altezza,

    Sei quella montagna che non riuscirò

    mai   a scalare,

    Tu che continuavi nell’umiltà

    a farmi comprendere che uno sguardo vale

    più di mille parole, mentre guardandoci

    facevamo mille discorsi…

    A volte sai ridevo, perché la mamma non capiva,

    ma diceva che faceva sempre fatica a capirci.

    Mi manchi ma il Tuo albero da allora piantato

    ogni anno mette i germogli più belli di tutti,

    in quella terra dove , silenziosamente mi fermo

    ad ascoltare i Tuoi passi, rivedendoti

    sempre gioioso, nel dirmi che un seme

    che cresce con amore, darà sempre i suoi frutti..

    Ma nelle mie lacrime oggi c’è solo l’amore

    per Te … Padre ..

     

                                         Amfortas

     

     

    l'attrice ...

     

     

    Ho solo la colpa  di averti dato

    l’amore che ti mancava.

    Ho solo sbagliato a donartelo

    per  farti capire quanto fosse bello .

    Ma non capivo che Tu mi prosciugavi

    chiudendomi dietro   delle sbarre.

    Mi  hai strappato tutto, levato tutto,

    poi  mi hai fatto morire dentro,

    perché  non fosse più di nessuno,

    mentre Tu incominciavi   a vivere…

    Forse invece ho capito che ne è valsa

    la pena … come alla sera il Sole muore

    per fare posto alla Luna

     

     

                             Amfortas

     

    vago ...

    Rocce che spuntano tra le onde,

    i pensieri navigano come velieri

    sospinti dal vento di una mente,

    che lentamente corre verso casa…

    Sestanti  per catturare le rotte,

    un  soffio di un attimo  che passa

    portandosi via una luce…

    Mani sul viso, come cercassi

    una meta… introvabile.

    Ho vagato nei paesaggi

    nascosti tra mille foglie,

    trovando le pietre  di un tempo,

    che mi vuole avversare…

    Una  clessidra lascia passare

    in un conico stretto la sua sabbia

    nell’ampolla sottostante, mentre

    gli occhi vedono quello che ora

    è più tardi di adesso..

    Numeri , sottrazioni, divisioni,

    moltiplicazioni , il risultato

    della vita sempre incerto…

    I mie due passi, certi di portarmi

    nei  meandri di me stesso,

    eppure continuo ad avere la testa bassa,

    mentre gli occhi guardano le

    orme che lascio e non vedendo

    l’orizzonte del futuro..

     

                                Amfortas

     

    contorni ...

     

     

    Ho solo chiesto di poter aprire

    quegli  occhi chiusi, quel mondo

    che non  riesco a  vedere,

    l’ira che  giace in un doppio fondale,

    nella calma apparente,

    in un’onda che si infrange

    contro pensieri  indistruttibili …

    A quelle mani che  costruiscono

    giorno per giorno le pareti che mi chiudono

    nei contorni di un quadro,

    mi hanno fermato nell’immagine

    fissa di un eterno panorama inerte .

    Un cuore incatenato guarda attraverso i cancelli,

    gridando nel silenzio del suo respiro;

    una prigione di un sentimento

    che  non riesce a scappare.

    Spazi infiniti lontani solo uno sguardo,

    gocce di una lacrima , che scava come

    un aratro, lasciando il solco profondo,

    ma cadendo riesce a dissetare ciò che

    ancora arido non è..

    Foto, immagini , un orologio fermo,

    la molla della vita  stenta la ricarica,

    affannosamente le rincorro, la speranza

    di arrivare in una stazione e prendere un treno,

    ma sapendo che alla prossima fermata,

    altri saliranno , altri scenderanno su quel treno

    dalle rotaie infinite…

    La copertina di un libro, il titolo, la storia,

    e la solita frase  … e vissero felici e contenti…

     

    Richiudo gli occhi  ritorno a vedere la mia pace…

     

                                  Amfortas

     

     

    la doppia verità

    Scorrono auto veloci ,

    il solito fine settimana…

    I vestiti più belli, la camicia bianca,

    una cravatta anni  sessanta  e poi  viaaa…

    Gli amici , pochi ma veri, più persi

    che interi ,

    le donne con abiti  aderenti,

    scollature all’inverosimile, eppure…

    I soliti posti, la solita gente, noi !!

    Tra un tavolo e l’altro , i falsi sorrisi,

    per confonderci tra la falsa realtà

    e l’irreale fantasia,

    maschere che indossiamo, pensando

    di trovare la voglia di un tempo ... d’amare..

    Ognuno con le sue croci di un divorzio,

    di un amore separato da poco,

    i figli grandi che scappano di casa e chi come

    me si è perso per strada, rinchiudendosi

    in un eterno silenzio.. per non essere stato  capito..

    La bottiglia di un Cartiz, la fa da padrona,

    tra barbe incolte , rughe, seni cadenti,

    in  una ubriacatura  tentiamo di ridere

    con le lacrime agli occhi, tentando ancora

    di trovare un’attimo in cui tutto era come

    allora prima che la vita ci facesse diventare

    grandi… senza perderci in una bottiglia..

    restando bambini..

     

                         Amfortas

    tra barbe incolte , rughe, seni cadenti,

    in  una ubriacatura  tentiamo di ridere

    con le lacrime agli occhi, tentando ancora

    di trovare un’attimo in cui tutto era come

    allora prima che la vita ci facesse diventare

    grandi… senza perderci in una bottiglia..

    restando bambini..

     

                         Amfortas

    i monologhi di amfortas 2 ... senti Te stesso

     

    Difficile credere,

    difficile affrontare,  ma siamo qui !!

    sembra tutto facile al cospetto di un bimbo,

    mentre noi grandi, si noi grandi mettiamo

    sempre delle virgole , dei punti, degli esclamativi,

    su qualsiasi cosa.

    Difficile, ne parliamo, lo gridiamo,

    lo cerchiamo, lo invochiamo,

    che strano…

    Alla prima difficoltà lo abbandoniamo,

    non riesci a capire??

    Già, cantava qualcuno, tutti dotti,

    medici  e sapienti.

    Che strano ancora,

    hai paura a dirlo, hai paura nominarlo…

    Ma dentro te esiste, cosi grande…

    Se chiedessi ad un bimbo,  non avrebbe

    paura  a dirlo, nella sua semplicità,

    E si!! L’amore…

    Quello che vogliamo gridare al  mondo,

    eppure noi così grandi, come la facciamo difficile…  

    Come un bimbo, così l’amore in noi

    lancia i vagiti, vuole sempre diventare grande…

    Dagli la possibilità, dagli la voce.

    Fallo parlare con la voce del cuore…

    Sono stanco … vado a dormire, ho sonno.

     

                         Amfortas

     

     

     

    ad una donna ...ad un tempo

    Ho guardato fuori ,

    ti ho cercato, oltre la spazio

    che mi circonda.

    Nell’immenso cielo  che ho davanti,

    il tuo sguardo che una volta mi donavi,

    mentre ancora mi aspettavi

    dietro a quel vetro appannato.

    Tu donna che mi accarezzavi il viso

    su quel divano , riscaldato

    da una coperta di lana…

    I Tuoi occhi come fari nella notte,

    tra i Tuoi baci mi sono sempre perso

    mentre i cuori si fondevano uno con l’altro..

    Guardo ancora fuori dalla finestra

    e tutto ciò che rimane,

    quel cielo che ammiro e nelle stelle

    trovo i Tuoi  lineamenti ,che brillano

    come se mi guardassero da sempre..

    Spengo la luce e questa notte

    le tue stelle  mi cingono

    come un riverbero

    che trova il suo calore..

    in quelle braccia ormai vuote ...

     

                       Amfortas  ad un donna

     

    i monologhi di Amfortas

     

     

    Mi chiedo , cosa chiedo a me stesso?

    Cosa domandiamo agli altri ?

    Domande risposte, soluzioni interrogativi,

    il sapere per capire, il solo movimento di aprire

    una porta che ti porti oltre,

    le incertezze del primo passo verso il non so

    cosa, ma la forza di farlo.

    La paura di alzare gli occhi per vedere

    o far finta di niente, come se nulla fosse.

    Capire capire e non riuscire a comprendere,

    quei bivi che ti portano lontano,

    il vero te stesso, con le incognite di poter cadere

    o di volare senza quelle ali che chiediamo

    sempre, mentre basta un sorriso per ritrovarci

    tra le stelle, tra le mille parole che scriviamo

    per i nostri sentimenti sempre alla ricerca di

    di quel cibo, il pane per il nostro cuore

    o la nostra anima.

    Saper guardare oltre, vedere dentro le cose,

    i silenzi, gli sguardi, le gesta che si fermano un attimo

    prima, per non lasciare che anche su di noi resti

    il segno di una piuma che passi lentamente,

    scivolando nei solchi che la vita ci lascia.

    Scoprire la forza di un silenzio che grida,

    che urla, che vorrebbe trovare le parole

    che vorrebbero essere ascoltate, sentite,

    ma non trovando le orecchie dell’amore

    che ascoltino,

    valli sperdute dimenticate, eppure cosi ricche

    di quella gioia che nasce tra i colori di petali

    che aprendosi ci donano i loro sorrisi…

    e noi alla ricerca di cosi tanto, che basta

    un così poco per trovare la dolcezza

    che abbiamo dentro di noi…

     

                    Amfortas

     

     

    comprendimi...

               

     

     

     

     

    Se scrivere è il mio peccato, scriverò più

    a lungo,

    se nella vita bisogna essere incompresi ,

    per capire gli altri , lo sono !!

    Se al mondo apparirò un diverso,

    che io lo sia !!

    Ma se si capissero i miei silenzi,

    forse le grida sarebbero così assordanti,

    e l’amore che nutro giorno per giorno,

    non si nasconderebbe mai!!

    I miei occhi tenuti bassi per non vedere la luce,

    ma ascoltare le ombre che mi sono accanto,

    ed in ogni stella che cade,

    in desiderio che si esaudisce;

    ma altri avranno una poesia in meno da scrivere

    per quella luce nel cielo che viene  a mancare…

    Se  ho una colpa  da espiare , lo espierò!!

    Ma dentro me l’urlo rimarrà senza voce fino a quando

    una lacrima scendendo, disseterà il mio

    sentimento come petali di un fiore

    schiudendosi all’alba di un nuovo mattino…

     

                                                                                                          Amfortas

     

     

    Tu ... solo per Te...

     
                            
     
     
     
    *