Profiel van Amfortasuna carezza nel ventoFoto'sWeblogLijstenMeer ![]() | Help |
essere piccoli...
Citazione:
Non è grazie alle dimensioni che vincerai o perderai
riflessione all'Amfortas...
Quante volte mi ripeto, quante volte sono rimproverato.. Ma è inutile, ho chiuso delle porte, porte che non possono aprirsi, ho messo dei catenacci, rinchiuse dietro ai cancelli .. E’ solo poi per il mio essere, quello che ho dentro, carattere ostile verso me stesso, come finestre che guardano ma non vogliono essere aperte, occhi che comprendono ancor prima che si parli, sentendo nei primi passi la direzione che si prende. Eppure tengo sempre gli occhi bassi, come sempre, tra i libri cerco le verità che ormai diventano false più si va avanti.. Vorrei solo fuggire, scendere da questo mondo che gira al contrario, dove ormai conta la supremazia, senza voler capire, la ragione di chi grida più forte, mentre i deboli chiedendo aiuto vengono sotterrati come scarafaggi, il continuo non capire, ma alla fine capisco ,nascondendo a me la verità, forse vedo aldilà del confine, ma ho ancora la forza di guardare con i miei occhi, ma senza mostrarli, nei miei due passi.. Ascolto e nel fumo di una pipa… mi perdo nelle mie riflessioni…
Amfortas serrature...
Una chiave in una toppa arrugginita, un pensiero grida senza voce, una pipa si spegne al finire del suo tabacco, Silenzio… Un piano senza tasti suona la mia vita, note stanche di uno spartito che cade sul suo peso. La finestra che sbatte , avvolta in una tenda che tenta di scappare avvitata ad un muro che la chiude a se. Urla… Stringo a me l’ossigeno della vita, un cieco cerca ancora una via, ed una stella muore annegando in un desideri sbagliato, mentre ancora le mie mani cercano quei tasti per intonare musica, intanto un inchiostro stanco lascia quelle pagine bianche , mentre il tempo le divora , E nell’ultimo Do … la mia anima cerca un’oasi , chiudendo un portone che cade su se stesso arrugginito nell’ esser dimenticato.
Amfortas
una sciarpa... mai avuta
In quei mari di ghiaccio, lontano da casa… attraverso un’oblo guardo paesaggi inesistenti, Una nave avanza , rompendo ciò che il freddo ha unito, per poi subito ricomporsi dietro di noi.. Ho gettato sassi per la via per ritrovare il ritorno, nei venti che cancellavano i sentieri… Gli occhiali appannati , mi nascondono sempre gli occhi, ma mi riparano dai raggi solari riflessi sulle lastre di ghiaccio… Nel silenzio solo rotto dalla prua che avanza in quel polo nord, una distesa interminabile di bianco, noi quel puntino nero.. Dove tutti noi alla sera pensiamo a casa, ad una stufa,lei che ricama una sciarpa di lana, o di quel che ne rimane, di amori dissolti, ma che ci aiutano a riscaldare i momenti freddi.. ma la verità dentro me… ho solo voluto perdere quella strada del ritorno, lasciare libera la Tua per non incatenarla ad un’ancora, che restando lontano, non avrebbe dato a Te, quel calore di una sciarpa che avrei voluto io…. Cucire
Amfortas Cercare OLtre![]() Non voglio vedere ciò che vedono
le forme dei mie occhi ma sentire
il dentro della luce che emanano …
Guardo attraverso le pareti che
nascondono la nostra vera casa,
sotto la pelle la bellezza dell’essere..
Sento i soffi affannosi di chi
suda , nel respiro nascosto nel profondo
che cerca l’ossigeno nell’essenza..
Tocco con mano quello che mi si dona,
ma come sabbia mi scorre tra le dita,
lasciando la libertà di non incatenarlo…
Seguo lo scorrere di un fiume fino alla foce,
unendomi alle altre gocce formando
un lago, ma restando la goccia unica
nascosta nel tutto…
Ritorno al mio specchio mi guardo,
quell’ombra che nasconde il mio corpo,
cercando la nota che rispecchi un vagito
della mia voce…
Amfortas
cos'è l'amore ??
Vorrei capire, si vorrei capire.. ho letto libri,mi sono perso in studi matematici, devo risolvere problemi la dove certe persone non ci arrivano, ho guardato dentro ogni cosa, cercando i perché, i percome, le introspettive conformemente nella sua materia, numeri quantistici, molecole , composti, geometrie variabili.… Ma più guardo uno specchio , più non vedo il mio riflesso,mi sento lontano da quel corpo che vuole solo essere nudo nella sua limpidezza. Eppure riesco a capire i paroloni, ma mi perdo in una semplice frase… < cos’è l’amore > . In studi dove non spiegano le singole risposte… dove rimani solo a pensare, ma nel profondo del mio sguardo riesco a concepirlo , a parlargli , accarezzandolo , ma se dovessi spiegarlo.. non riuscirei nemmeno a dire una frase che fosse alla sua altezza…ma continuo a studiare.. e chiedo a me …. sei riuscito a vestirti da solo??
Amfortas
esco ...
Un vento soffia stasera… freddo.
Sui marciapiedi rare persone,
con sciarpe che avvolgono ancora il viso,
le frasi che non escono o vengono
perse in quei soffi.
Telefoni muti, numeri che non rispondono,
qualcosa ogni giorno si perde…
Pennelli di varie misure,
la tela sopra un cavalletto,
la tavolozza nei mille colori.
L’odore della regina primavera
in arrivo, la stanchezza del dio dell’inverno…
La natura si prepara pronta a sfoggiare
gli abiti più belli,
in queste giornate sempre più lunghe..
Dietro al vetro della mia finestra guardo..
Ho solo sentito le urla preoccupate
di una madre, gridando al figlio di rientrare
con quella bici, nell’oscurità appena scesa,
mentre io mi occulto in questo buio,
mi preparo ad uscire nei mie due passi,
dove nascondo sempre gli occhi,
senza mai alzare il volto…
mi avvolgerò anche io in una sciarpa…poi.
Amfortas mio padre..
Ho qualcosa che in me non va! Non mi rendevo conto… Ma ora più che mai ho capito… Ho solo rammentato in me , le Tue parole, ho sempre compreso i Tuoi silenzi, li ho raccolti , ne ho continuato in ogni giorno, a farli vivere .. Mi mancano le passeggiate nei nostri boschi, mi manca sempre la Tua mano che sapevo che mi sorreggeva, forte, possente, ma così dolce nel tenere la mia, in quei prati dove ho corso a piedi nudi, in quei sorrisi senza parole, quegli sguardi dove riuscivo a vedere ciò che mi dicevi.. Ho solo le lacrime agli occhi , non ti ho mai lasciato. Ti amo padre, ma da quel giorno, in fondo a quella valle , mi hai lasciato la mano, sono rimasto solo… Mi chiedo sempre se potrò mai essere alla Tua altezza, Sei quella montagna che non riuscirò mai a scalare, Tu che continuavi nell’umiltà a farmi comprendere che uno sguardo vale più di mille parole, mentre guardandoci facevamo mille discorsi… A volte sai ridevo, perché la mamma non capiva, ma diceva che faceva sempre fatica a capirci. Mi manchi ma il Tuo albero da allora piantato ogni anno mette i germogli più belli di tutti, in quella terra dove , silenziosamente mi fermo ad ascoltare i Tuoi passi, rivedendoti sempre gioioso, nel dirmi che un seme che cresce con amore, darà sempre i suoi frutti.. Ma nelle mie lacrime oggi c’è solo l’amore per Te … Padre ..
Amfortas
l'attrice ...
Ho solo la colpa di averti dato l’amore che ti mancava. Ho solo sbagliato a donartelo per farti capire quanto fosse bello . Ma non capivo che Tu mi prosciugavi chiudendomi dietro delle sbarre. Mi hai strappato tutto, levato tutto, poi mi hai fatto morire dentro, perché non fosse più di nessuno, mentre Tu incominciavi a vivere… Forse invece ho capito che ne è valsa la pena … come alla sera il Sole muore per fare posto alla Luna
Amfortas
vago ...
Rocce che spuntano tra le onde, i pensieri navigano come velieri sospinti dal vento di una mente, che lentamente corre verso casa… Sestanti per catturare le rotte, un soffio di un attimo che passa portandosi via una luce… Mani sul viso, come cercassi una meta… introvabile. Ho vagato nei paesaggi nascosti tra mille foglie, trovando le pietre di un tempo, che mi vuole avversare… Una clessidra lascia passare in un conico stretto la sua sabbia nell’ampolla sottostante, mentre gli occhi vedono quello che ora è più tardi di adesso.. Numeri , sottrazioni, divisioni, moltiplicazioni , il risultato della vita sempre incerto… I mie due passi, certi di portarmi nei meandri di me stesso, eppure continuo ad avere la testa bassa, mentre gli occhi guardano le orme che lascio e non vedendo l’orizzonte del futuro..
Amfortas
contorni ...
Ho solo chiesto di poter aprire quegli occhi chiusi, quel mondo che non riesco a vedere, l’ira che giace in un doppio fondale, nella calma apparente, in un’onda che si infrange contro pensieri indistruttibili … A quelle mani che costruiscono giorno per giorno le pareti che mi chiudono nei contorni di un quadro, mi hanno fermato nell’immagine fissa di un eterno panorama inerte . Un cuore incatenato guarda attraverso i cancelli, gridando nel silenzio del suo respiro; una prigione di un sentimento che non riesce a scappare. Spazi infiniti lontani solo uno sguardo, gocce di una lacrima , che scava come un aratro, lasciando il solco profondo, ma cadendo riesce a dissetare ciò che ancora arido non è.. Foto, immagini , un orologio fermo, la molla della vita stenta la ricarica, affannosamente le rincorro, la speranza di arrivare in una stazione e prendere un treno, ma sapendo che alla prossima fermata, altri saliranno , altri scenderanno su quel treno dalle rotaie infinite… La copertina di un libro, il titolo, la storia, e la solita frase … e vissero felici e contenti…
Richiudo gli occhi ritorno a vedere la mia pace…
Amfortas
la doppia verità
Scorrono auto veloci ,
il solito fine settimana…
I vestiti più belli, la camicia bianca,
una cravatta anni sessanta e poi viaaa…
Gli amici , pochi ma veri, più persi
che interi ,
le donne con abiti aderenti,
scollature all’inverosimile, eppure…
I soliti posti, la solita gente, noi !!
Tra un tavolo e l’altro , i falsi sorrisi,
per confonderci tra la falsa realtà
e l’irreale fantasia,
maschere che indossiamo, pensando
di trovare la voglia di un tempo ... d’amare..
Ognuno con le sue croci di un divorzio,
di un amore separato da poco,
i figli grandi che scappano di casa e chi come
me si è perso per strada, rinchiudendosi
in un eterno silenzio.. per non essere stato capito..
La bottiglia di un Cartiz, la fa da padrona,
tra barbe incolte , rughe, seni cadenti,
in una ubriacatura tentiamo di ridere
con le lacrime agli occhi, tentando ancora
di trovare un’attimo in cui tutto era come
allora prima che la vita ci facesse diventare
grandi… senza perderci in una bottiglia..
restando bambini..
Amfortas
tra barbe incolte , rughe, seni cadenti, in una ubriacatura tentiamo di ridere con le lacrime agli occhi, tentando ancora di trovare un’attimo in cui tutto era come allora prima che la vita ci facesse diventare grandi… senza perderci in una bottiglia.. restando bambini..
Amfortas i monologhi di amfortas 2 ... senti Te stesso
Difficile credere, difficile affrontare, ma siamo qui !! sembra tutto facile al cospetto di un bimbo, mentre noi grandi, si noi grandi mettiamo sempre delle virgole , dei punti, degli esclamativi, su qualsiasi cosa. Difficile, ne parliamo, lo gridiamo, lo cerchiamo, lo invochiamo, che strano… Alla prima difficoltà lo abbandoniamo, non riesci a capire?? Già, cantava qualcuno, tutti dotti, medici e sapienti. Che strano ancora, hai paura a dirlo, hai paura nominarlo… Ma dentro te esiste, cosi grande… Se chiedessi ad un bimbo, non avrebbe paura a dirlo, nella sua semplicità, E si!! L’amore… Quello che vogliamo gridare al mondo, eppure noi così grandi, come la facciamo difficile… Come un bimbo, così l’amore in noi lancia i vagiti, vuole sempre diventare grande… Dagli la possibilità, dagli la voce. Fallo parlare con la voce del cuore… Sono stanco … vado a dormire, ho sonno.
Amfortas
ad una donna ...ad un tempo![]() Ho guardato fuori , ti ho cercato, oltre la spazio che mi circonda. Nell’immenso cielo che ho davanti, il tuo sguardo che una volta mi donavi, mentre ancora mi aspettavi dietro a quel vetro appannato. Tu donna che mi accarezzavi il viso su quel divano , riscaldato da una coperta di lana… I Tuoi occhi come fari nella notte, tra i Tuoi baci mi sono sempre perso mentre i cuori si fondevano uno con l’altro.. Guardo ancora fuori dalla finestra e tutto ciò che rimane, quel cielo che ammiro e nelle stelle trovo i Tuoi lineamenti ,che brillano come se mi guardassero da sempre.. Spengo la luce e questa notte le tue stelle mi cingono come un riverbero che trova il suo calore.. in quelle braccia ormai vuote ...
Amfortas ad un donna
i monologhi di Amfortas![]()
Mi chiedo , cosa chiedo a me stesso? Cosa domandiamo agli altri ? Domande risposte, soluzioni interrogativi, il sapere per capire, il solo movimento di aprire una porta che ti porti oltre, le incertezze del primo passo verso il non so cosa, ma la forza di farlo. La paura di alzare gli occhi per vedere o far finta di niente, come se nulla fosse. Capire capire e non riuscire a comprendere, quei bivi che ti portano lontano, il vero te stesso, con le incognite di poter cadere o di volare senza quelle ali che chiediamo sempre, mentre basta un sorriso per ritrovarci tra le stelle, tra le mille parole che scriviamo per i nostri sentimenti sempre alla ricerca di di quel cibo, il pane per il nostro cuore o la nostra anima. Saper guardare oltre, vedere dentro le cose, i silenzi, gli sguardi, le gesta che si fermano un attimo prima, per non lasciare che anche su di noi resti il segno di una piuma che passi lentamente, scivolando nei solchi che la vita ci lascia. Scoprire la forza di un silenzio che grida, che urla, che vorrebbe trovare le parole che vorrebbero essere ascoltate, sentite, ma non trovando le orecchie dell’amore che ascoltino, valli sperdute dimenticate, eppure cosi ricche di quella gioia che nasce tra i colori di petali che aprendosi ci donano i loro sorrisi… e noi alla ricerca di cosi tanto, che basta un così poco per trovare la dolcezza che abbiamo dentro di noi…
Amfortas
comprendimi...![]()
Se scrivere è il mio peccato, scriverò più a lungo, se nella vita bisogna essere incompresi , per capire gli altri , lo sono !! Se al mondo apparirò un diverso, che io lo sia !! Ma se si capissero i miei silenzi, forse le grida sarebbero così assordanti, e l’amore che nutro giorno per giorno, non si nasconderebbe mai!! I miei occhi tenuti bassi per non vedere la luce, ma ascoltare le ombre che mi sono accanto, ed in ogni stella che cade, in desiderio che si esaudisce; ma altri avranno una poesia in meno da scrivere per quella luce nel cielo che viene a mancare… Se ho una colpa da espiare , lo espierò!! Ma dentro me l’urlo rimarrà senza voce fino a quando una lacrima scendendo, disseterà il mio sentimento come petali di un fiore schiudendosi all’alba di un nuovo mattino…
Amfortas
una lettera per voi
A PRESTO AMICI
A volte guardo le mie mani,che strano, dicono tutti che sono così forti con quelle braccia grosse,il mio lavoro consiste nel creare,inventare riparare cose dove diciamo non tutti riescono,cose al di fuori del normale da progettare, costruire inventare. Ho studiato per raggiungere traguardi lontanissimi... LA MIA MUSICA PER VOI ... Ma troppo spesso mi guardo in quello specchio, eppure sembro un essere normalissimo, dove il mio io si confonde tra mille volti insignificanti, mi perdo nelle mie solitudini, la voglia di rimanere Solo,ma nonostante questo… Ho i miei segreti,come tutti nascosti in me e in noi. Vedo il mondo da una mia finestra che non è quella di casa ma quella di un essere che vede oltre il suo confine, amo parlare coi giovani mentre loro mi chiedono curiosi domande curiose, la loro forza di scoprire cosa c’è dopo, ho sempre invogliato a capire loro per il domani e per il futuro… Ma ogni volta che rientro a casa è come se entrassi in un mondo diverso, dove ancora il mio esistere dentro me mi porta a chiudermi , ESSERE SOLO… Ho incontrato come voi amici ,veri amici e mi avete fatto volare la dove neanche un Dio potrebbe arrivare, a sorrisi a gioie a dare ed avere. Ho conosciuto i vostri volti le vostre idee,la voglia di dare senza avere con la semplicità di una farfalla che si posa sopra un fiore. GRAZIE !! Grazie a voi ho imparato a camminare a volte da solo , a volte tenuto per mano,ma sempre con il vostro volerMi bene. Ma poi … anche io sono alla fine un essere di carne ed ossa, e come alcuni di voi , di noi.. mi sento sempre meno di UNO ZERO , ho saputo piangere, versare lacrime…Amare ! Ho amato un tempo.. una donna al cui cospetto mi inchino sempre Sapete quegli amori che ti entrano dentro,che ti sconvolgono la vita, ogni incontro era una festa, i sorrisi come carezze, la sera dove dolci musiche ti accompagnano, dove veramente voli.. Voli così lontano che ti senti in paradiso, dove le stelle brillavano per noi soli, il nostro guardarsi e capire cosa volevano dire le nostre labbra senza parlare.. Ma poi … si, tutto di un colpo … silenzio! Ho passato molti anni fa questo momento, l’ho vissuto fino a consumarmi e ne sono felice , dire perché sia successo . Ma cosa importa gli errori stanno a metà. Mi accorgo ancora che la mia forza , i miei studi e il mio ingegno non hanno saputo tenere unito una cosa dove il cuore gioiva e anche la dove solo una semplice equazione poteva dare un risultato facile, ho errato il finale.. IO … Ho deciso che non scriverò più per un po’.. Ma volevo dirvelo ,siete i miei più cari amici TUTTI QUANTI. E voi senza sapere veramente chi sono mi avete voluto bene , forse oso dire che mi avete amato per la semplice persona che sono.. Mi scuso con tutte le mie forze, Ma la mia solitudine è più forte di me.. Ho fatto dei passi stupendi con voi , meravigliosi , persone stupende dove io lascio il mio cuore, la mia anima, vi ringrazio eternamente ma ora starò nel mio silenzio come amo fare , ma non passerà giorno che non penserò a voi , a voi vecchi e nuovi amici ed a chiunque passerà di qui.. VI VOGLIO BENE RAGAZZI E RAGAZZE …..
AMFORTAS
non sono solo
Quante parole restano nel nostro cuore? Quante volte mandiamo giù un boccone amaro e poi restando soli ci ritorna in mente più insistente di prima ... Quando vorremmo parlare e taciamo, quando vorremmo che qualcuno ci ascoltasse e siamo soli...
Amfortas
oltre il giardino![]()
Mi son chiesto guardando la mia anima seppellita in un giardino, cosa valesse, ho solo voluto andarmene , girando ancora una volta quel viso, quel viso che tengo sempre basso, per non farmi leggere in quegli occhi che molti cercano, forse ! Racchiuso nei mie deserti, forti senzazioni mentre lascio le tracce dei miei passaggi, sopra a quelle sabbia che si fa cancellare da un colpo di vento, come una carezza che ti leva il trucco che nasconde il vero volto che si nasconde sotto di esso. Nei mie sempre ed eterni due passi , riesco a sognare cercando la pace, mentre mi nascondo sotto a delle lenzuola, prima che il fresco della sera mi faccia rabbrividire..
Amfortas
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